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Cultura > Arte e Spettacolo

Millennium – Uomini che odiano le donne

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Dal 3 febbraio l’adattamento in stile hollywoodiano del romanzo di Stieg Larsson

Uomini che odiano le donne
160 minuti per tradurre in immagini il mondo dell’omonimo thriller di Stieg Larsson, bestseller mondiale. E non stancano. Il regista David Fincher, candidato  all’Oscar, sfrutta  la potenza tecnica hollywoodiana per raccontare una storia truce, durissima, di sopraffazione, violenza ed inganno. Vittime, le donne. I due protagonisti, il giornalista di Millennium Mikel Blomkvist (un ottimo Daniel Craig) e la stravagante investigatrice Lisbeth Salander (una bravissima Rooney Mara) si trovano a lottare contro i propri problemi personali in primo luogo e poi dentro quelli della ricca famiglia svedese Vanger, una delle cui componenti Harriet, è sparita da quarant’anni.

 

In una corsa vorticosa contro il tempo, la coppia si trova emotivamente coinvolta in storie dolorose e perverse in cui nulla è risparmiato alla visione come crudeltà e violenza sessuale perché questo è il modo torbido che sta dietro persone apparentemente rispettabili. Nonostante la conclusione positiva dell’indagine, la finale è amara, perché Mikel, di cui Lisbeth si è innamorata e in cui ha trovato finalmente un amico, si deve accorgere che anche lui, i n fondo, è un uomo che “odia” le donne, cioè non le rispetta profondamente, né si accorge dei loro veri sentimenti.

Realizzato con sequenze trhiller esaltate da notturni piovosi e nevosi,  da ambienti claustrofobici, in una suspence costante, con rari momenti sereni – l’incontro di Mikel con la figlia credente, l’affettuosa compagnia di un gatto – , il film mostra senza remore il male del mondo, sia nei ricchi, e sia nelle persone più comuni – i protagonisti – a cui manca la gioia della vita. La famiglia, in particolare, appare il luogo della falsità e della violenza.

 

Recittato splendidamente da Craig – che non sa solo fare 007 – e da Rooney Mara, disinibita e fragile, il racconto vola rapido e bruciante, in una frenesia di colpi di scena e di immagini ora gelide ora vorticose: sempre, nervose e glaciali.

Riproduzione riservata ©

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